Lettera aperta al governo per il Cinema
Al Presidente del Consiglio dei Ministri: On. Giorgia Meloni
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze: Sig. Ministro On. Giancarlo Giorgetti
Al Ministero della Cultura: Sig. Ministro Alessandro Giuli
Al Sottosegretario del MIC: Sen. Lucia Borgonzoni
Al Presidente della Commissione Cultura della Camera: On. Federico Mollicone
Al Presidente della Commissione Cultura del Senato: Sen. Roberto Marti
Oggetto: Appello Urgente per il Ripristino delle Risorse Destinate al Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo (L. 220/2016)
Raccolta Firme
Lettera aperta al governo per il cinema
Cultura Italiae

Roma, 22 ottobre 2025
Al Presidente del Consiglio dei Ministri: On. Giorgia Meloni
Al Ministero dell’Economia e delle Finanze: Sig. Ministro On. Giancarlo Giorgetti
Al Ministero della Cultura: Sig. Ministro Alessandro Giuli
Al Sottosegretario del MIC: Sen. Lucia Borgonzoni
Al Presidente della Commissione Cultura della Camera: On. Federico Mollicone
Al Presidente della Commissione Cultura del Senato: Sen. Roberto Marti
Oggetto: Appello Urgente per il Ripristino delle Risorse Destinate al Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo (L. 220/2016)
Egregi Membri del Governo, e delle Istituzioni parlamentari, con senso di responsabilità, desideriamo rivolgere un appello affinché il Governo possa riconsiderare l’entità e la direzione dei tagli previsti alla spesa per il settore audiovisivo nella manovra di bilancio 2025.
L’audiovisivo non è solo cultura: è industria strategica, leva economica e simbolica del Made in Italy.
Se la Cultura è infrastruttura della democrazia, ogni taglio ad essa è di conseguenza una lesione alla libertà di ognuno di noi.
È uno strumento di libertà, di crescita e di benessere psicofisico collettivo, oltre che un potente veicolo di diplomazia culturale e il più potente e importante strumento di affermazione della identità culturale nazionale nel mondo
Siamo consapevoli della complessità del momento e delle esigenze di copertura della legge finanziaria — stimata in circa 18,7 miliardi di euro — ma riteniamo doveroso sottolineare che i “centinaia di milioni” sottratti al comparto audiovisivo producono effetti negativi tangibili sul PIL e rischiano di compromettere un ecosistema produttivo già provato dalle varie crisi che, al contrario, genera valore economico, occupazione qualificata e identità culturale per il Paese.
L’audiovisivo italiano è una leva strategica dell’economia nazionale, un comparto industriale ed artigianale che unisce cultura, impresa e diplomazia culturale.
Ogni film, ogni serie, ogni documentario è una filiera complessa che attiva migliaia di professionisti, imprese artigiane, tecnici, creativi, territori con competenze uniche e specialistiche.
Il suo indotto produce ricchezza reale sui territori, visibilità internazionale e coesione sociale.
Studi autorevoli confermano che ogni euro investito nell’audiovisivo genera un ritorno per l’economia nazionale significativamente più alto.
Si stima un moltiplicatore che spesso supera il 3,5x in termini di PIL, gettito fiscale e occupazione.
Tagliare orizzontalmente le risorse di un settore vitale come questo non genera economie durature, come la storia economica del Paese, ha ampliamente dimostrato nel passato.
Non solo genera migliaia di disoccupati nel settore, ma a risentirne sarebbe anche il sistema Rai che resterebbe l’unico comparto pubblico a sostenere di fatto i lavoratori dell’audiovisivo con un ulteriore aggravio e depauperamento delle risorse della più importante azienda pubblica del settore, così come il comparto turistico che vedrebbe venir meno importanti introiti specie in quelle aree vocate al cineturismo e agli investimenti in nuove aree oltre che nelle stagioni non turistiche con un calo indiretto al sistema occupazionale ed economico assai significativo.
Invece di tagliare occorre investire in una gestione efficiente e trasparente dei fondi con delle tempistiche accurate, accompagnata da un serio controllo sugli sprechi e da una programmazione pluriennale, garantisce sviluppo sostenibile, crescita occupazionale e il mantenimento di quella funzione essenziale che l’audiovisivo svolge nel conservare e rinnovare l’identità culturale dell’Italia.
L’industria cinematografica e audiovisiva italiana vive oggi un momento decisivo.
Dopo anni di crisi vive finalmente un periodo di rinascita, innovazione e apertura internazionale, l’incertezza sulle politiche di sostegno rischia di arrestare una traiettoria virtuosa che ha restituito al nostro Paese un ruolo di dignità sui mercati globali.
Per questo, ci associamo all’appello di tutto il comparto per chiedere con forza e spirito costruttivo che il Governo e il Ministero della Cultura rinnovino con chiarezza il proprio impegno a favore del settore, garantendo una stabilità normativa unitamente alla conferma delle risorse del Fondo Cinema e Audiovisivo.
Questi strumenti non rappresentano una spesa, ma un investimento strutturale nella reputazione, nell’economia e nel futuro dell’Italia.
Il nostro Paese, riconosciuto nel mondo come una potenza culturale contemporanea, non può e non deve rinunciare a questo primato.
Sostenere il cinema e l’audiovisivo non significa solo aiutare migliaia di lavoratori a non perdere il loro lavoro ma serve ad investire nella libertà, nella bellezza e nella democrazia stessa del nostro paese.
Con fiducia nella Vostra sensibilità e nella Vostra visione di lungo periodo, confidiamo in un ripensamento intellettuale e politico su un tema che riguarda non solo un comparto, ma il futuro culturale ed economico dell’Italia, mantenendo integro il Fondo dedicato e intervenendo al contempo sulle politiche di settore per migliorare il comparto e la diffusione della cultura italiana in Italia e nel Mondo.
Carolina Terzi
Leonardo Paulillo
Riccardo Tozzi
Gianluca Curti
Mario Perchiazzi
Enzo Aronica
Esmeralda Spadea
Federica Luna Vicenti
Angelisa Castronovo
Marina Pennafina
Angelo Argento
